Non capisce, non riesce a farsene una ragione. Non immagina perché due dei tre ragazzi che lei ha accusato di averla violentata sono tornati in libertà, e teme che a breve anche il terzo giovane sarà scarcerato. Le motivazioni del Riesame non sono state ancora rese note, ma di sicuro qualcosa ha fatto propendere i giudici di due diverse sezioni per la liberazione prima di Alessandro Sbrescia, difeso dall'avvocato Edoardo Izzo, e poi di Antonio Cozzolino, assistito dal legale Antonio De Santis. Già provata dalla notizia della prima scarcerazione, alla 24enne di Portici che ha denunciato la violenza sessuale di gruppo è arrivata oggi, 28 marzo, questa seconda tegola dritta sulla testa. “Sono delusa e amareggiata – dice, attraverso il suo legale, l'avvocato Maurizio Capozzo – soprattutto perchè non riesco a comprendere come sia possibile una decisione del genere”. E le si insinua il dubbio, quello che poi è il tormento di tutte le vittime di abusi. “Mi fa solo pensare che non sono stata creduta nel mio racconto”.

Nei prossimi giorni il Riesame dovrà esprimersi anche sul terzo giovane indagato, Raffaele Borrelli. Nel caso le due precedenti scarcerazioni siano state decise perché sono caduti gli indizi di colpevolezza è presumibile che anche verrà scarcerato. I tre indagati erano stati arrestati poche ore dopo la denuncia della ragazza, che aveva raccontato alla Polizia di Stato di aver subìto una violenza sessuale di gruppo da parte di tre giovani nell'ascensore della stazione di San Giorgio a Cremano della Circumvesuviana. Nelle telecamere di sorveglianza puntate sull'ascensore, che hanno ripreso anche parte di quello che accadeva all'interno perchè le porte erano state bloccate e in parte aperte, si vede la 24enne che entra nell'abitacolo insieme ad Alessandro Sbrescia, gli altri arrivano subito dopo di loro. Proprio le immagini sono state contestate dai legali dei tre: non si vede nessuno spintone violento, circostanza che ha fatto sostenere che la ragazza sia entrata volontariamente. Di contro, la giovane, che ha anche rivelato di avere la fobia degli ascensori, ha spiegato di non essere stata spinta, ma di essere stata indotta a seguire uno dei tre che l'aveva bloccata tenendole un braccio sulla spalla.

I tre si erano difesi ammettendo il rapporto sessuale, ma sostenendo che la giovane fosse consenziente. Le successive visite mediche avevano avvalorato il racconto della ragazza</strong>, i medici avevano riscontrato dei segni compatibili con un rapporto sessuale non volontario; per i medici l'assenza di reazioni era imputabile all'effetto "freezing", una sorta di paralisi indotta dal cervello per rispondere alla paura. “Vorrei tanto che qualcuno mi spiegasse perché avrei dovuto raccontare di una violenza – continua la ragazza – avevo provato a farmi una ragione sulla prima scarcerazione, perché' magari l'atteggiamento del primo poteva non apparire chiaro nelle immagini ma nel caso degli altri due io sono rimasta immobile, senza avere modo di muovermi o accennare la minima reazione”. Sulla seconda scarcerazione è intervenuto, con un post su Facebook, anche il vicepremier Luigi Di Mario.