Poche immagini, una manciata di fotogrammi confusi, ma sufficienti per fornire agli investigatori i gravi elementi su cui si fonda il provvedimento di fermo. Le telecamere di sorveglianza dell'Eav si sono rivelate fondamentali per il lavoro della Polizia di Stato, che nel giro di poche ore ha individuato tre giovani sospettati di essere i responsabili dello stupro ai danni di una ragazza di 24 anni, violentata ieri sera in un ascensore della stazione di San Giorgio a Cremano della Circumvesuviana.

Nel corso delle indagini sono state acquisite le registrazioni di 13 telecamere e da una di queste sarebbero state ricostruite le fasi della violenza sessuale. Nessun frame registrato dall'interno dell'ascensore, dove non c'è nessuna telecamera, ma le immagini sono quelle dell'occhio elettronico che si trova subito davanti all'ingresso e che è puntato sulle porte. Ha ripreso i quattro ragazzi che entravano, insieme, parlottando. Poi, una volta dentro, comincia l'aggressione. E, ancora una volta, è quella telecamera a rivelarsi utile: i tre ragazzi avrebbero infatti tentato di bloccare l'ascensore, ma le porte si sarebbero aperte e richiuse più volte mentre era in corso lo stupro, lasciando così spazio alla telecamera di riprendere parzialmente quello che avveniva all'ingresso.

La telecamera farebbe parte di un sistema di sorveglianza passiva: non era prevista, cioè, la presenza di un operatore davanti al monitor che potesse allertare le forze dell'ordine in caso di problemi; e non ci sarebbe nemmeno un sistema di allarme o di segnalazione automatico collegato con il blocco degli ascensori.

In poche ore, grazie soprattutto alla testimonianza della vittima, che conosceva di vista almeno uno dei tre criminali, i sospetti sono stati rintracciati e ora si trovano in carcere, due a Secondigliano e uno a Poggioreale, sottoposti a fermo di polizia giudiziaria con l'accusa di violenza sessuale di gruppo. Si tratta di tre giovani tra i 18 e i 24 anni, tutti di San Giorgio a Cremano, definiti da chi ne conosce l'identità "dei balordi", ma non collegati alla criminalità e inquadrati in un contesto familiare tranquillo.

In mattinata ai tre ragazzi sono stati effettuati dei prelievi di materiale biologico per gli esami di laboratorio e le comparazioni di Dna; i loro cellulari sono stati già sequestrati e in queste ore gli investigatori li stanno esaminando. La ragazza è stata dimessa dopo le prime cure in ospedale e attualmente si trova a casa e sedata.