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Noemi ferita dalla camorra a Napoli
23 Novembre 2019
11:40

Agguato in piazza Nazionale: i fratelli Del Re verso il processo, chiuse le indagini

I magistrati della Dda di Napoli hanno chiuso le indagini sull’agguato di piazza Nazionale a Salvatore Nurcaro e in cui rimase gravemente ferita la piccola Noemi di 4 anni. A breve potrebbe quindi cominciare il processo per i due accusati: i fratelli Armando e Antonio Del Re, arrestati una settimana dopo.
A cura di Nico Falco
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I fratelli Antonio e Armando Del Re
I fratelli Antonio e Armando Del Re
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Noemi ferita dalla camorra a Napoli

Potrebbe a breve cominciare il processo per i fratelli Armando e Antonio De Re, i due figli del narcotrafficante Vincenzo detto ‘a Pacchiana, accusati dell'agguato in piazza Nazionale di maggio scorso contro Salvatore Nurcaro e in cui rimase gravemente ferita la piccola Noemi. I magistrati della Dda di Napoli hanno firmato la richiesta di chiusura indagini, ora i due indagati hanno 20 giorni di tempo per fornire la propria versione prima che la Procura firmi la richiesta di processo.

Noemi ferita in piazza Nazionale, l'agguato ripreso dalle telecamere

L'agguato avvenne il 3 maggio 2019, venne in parte ripreso da alcune telecamere di videosorveglianza. Nelle immagini si vede un uomo vestito di nero che scende da una motocicletta, si avvicina pistola in pugno a una persona in strada e comincia a sparare, seguendolo e continuando a premere il grilletto quando l'obiettivo scappa. Due pallottole impazzite, tra quelle che mancano il bersaglio, raggiungono la nonna di Noemi, che rimane ferita di striscio, e la bambina di 4 anni: la pallottola entra nel torace e si blocca nelle ossa tra cuore e polmoni. La bimba finisce all'ospedale Santobono in condizioni gravissime, sarà dimessa solo un mese dopo.

Arrestati i fratelli Del Re per l'agguato in piazza Nazionale

Secondo gli inquirenti a sparare è Armando Del Re, accusato di avere organizzato l'agguato insieme al fratello Antonio. Il reale obiettivo, invece, è Salvatore Nurcaro. L'uomo è imparentato coi boss Reale della camorra del Rione Pazzigno e avrebbe gestito per conto loro una piazza di spaccio; è stato legato sentimentalmente con una nipote dei fratelli Formicola di Taverna del Ferro, da cui ha avuto una bambina, e poi ha avuto un'altra relazione con la figlia di uno dei vertici del clan Elia del Pallonetto di Santa Lucia.

Dalle indagini è emerso che qualche giorno prima dell'agguato Nurcaro era andato a San Giovanni a Teduccio, in una zona sotto l'influenza del clan D'Amico, e avrebbe preteso dei soldi da quattro giovani che gestivano una piazza di spaccio, tra cui il figlio di Stanislao Marigliano, figlio di Antonio ‘o Silano. Il tentato omicidio sarebbe legato a quell'episodio, nei giorni precedenti agli spari i due fratelli Del Re avrebbero effettuato diversi sopralluoghi nella zona del Pallonetto di Santa Lucia, dove Nurcaro si era trasferito.

I due fratelli vennero arrestati una settimana dopo: Armando, 28 anni, fu preso a Siena, dove si era recato con la madre e la sorella in visita al padre detenuto, Antonio, 18 anni, fu bloccato a Nola. Si sono sempre dichiarati innocenti. Nell'inchiesta, oltre ai fratelli Del Re, ci sono altri indagati, tra cui quelli che hanno fornito supporto logistico durante le fasi preparatorie dell'agguato; in particolare, quelli che hanno fatto sparire il Benelli giallo, poi risultato rubato, e la pistola, usati quel giorno in piazza Nazionale.

Salvatore Nurcaro aveva riconosciuto il killer

In ospedale, e in gravi condizioni, ci era finito anche Salvatore Nurcaro. Intercettato durante la degenza, il 31enne aveva detto di avere riconosciuto chi gli aveva sparato. Da ulteriori indagini è emerso che l'uomo sarebbe debitore di una grossa somma di denaro nei confronti dei fratelli Del Re, presumibilmente relativa ad affari illeciti; nel tentativo di recuperare il denaro, l'uomo avrebbe cominciato a pretendere soldi dalle piazze di spaccio gestite dal clan Mazzarella. Nurcaro è stato arrestato ad agosto, in una operazione della Polizia che aveva portato in carcere 6 esponenti del clan Reale-Rinaldi di San Giovanni a Teduccio.

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